Social referral: Facebook primo sul podio

Dalle terze trimestrali del 2014 di Shareaholic emerge che Facebook continuare a farla da padrone come social network, in grado di veicolare traffico verso i siti. A seguire Pinterest; Twitter arranca.

Questo andamento sarà confermato anche dall’ultimo trimestre del 2014?

Staremo a vedere.

Guardiamo per ora i dati un po’ più nel dettaglio; sono stati estratti prendendo in considerazione da un lato l’ultimo trimestre con 300 mila siti web analizzati e con un audience di più di 400 milioni di utenti unici mese; dall’altro l’anno, settembre 2013-2014, 200mila siti web analizzati con livelli di 250 milioni di utenti unici mese.
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Dislike: il no di facebook

Facebook ha espresso il suo parere in merito al Dislike attraverso la voce di Bret Taylor, ex CTO di Facebook: quando il social network muoveva i suoi primi passi è stata valutata la possibilità di introdurre questo pulsante ma non è mai stato implementato.

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Per quale motivo Facebook ha deciso di non dare ai propri utenti la possibilità di dire Dislike a qualcosa che non è di loro gradimento?

Sembra che quando Facebook iniziava a muovere i primi passi sia stata presa in considerazione l’idea di creare il pulsante Dislike ma che sia rimasta tale in quanto “in quel contesto la negatività associata al bottone Dislike potrebbe avere molte conseguenze spiacevoli“.
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Facebook mette un freno al click-baiting

facebook_logo_2“Incredibile, non crederai mai a cos’è successo a…” oppure “Clicca qui per vedere… —>”.

Sarà capitato a molti di avere il news feed del proprio profilo Facebook pieno di titoli simili. Titoli che attirano la nostra attenzione e ci spingono a cliccare sul link per leggere l’articolo, senza aver fornito informazioni precise sul contenuto, e accompagnati da una foto ammiccante. Tecnicamente si tratta di click-baiting headlines, ovvero “titoli acchiappa-click”: lo scopo è quello di indurre le persone a cliccare sul link perché un numero alto di click aumenta la visibilità del post nei news feed degli utenti di Facebook. Spesso, però, i contenuti a cui si arriva non sono di alcun interesse, o addirittura spammosi e portatori di virus. Continua a leggere