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Bluetooth: tecnologia di origine vichinga

4 Gennaio 2019

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Bluetooth: tecnologia di origine vichinga

Oggi se parliamo di Bluetooth tutti sappiamo a cosa ci si sta riferendo. Subito nella testa compare il logo, un simbolo ovale di un blu elettrico che ha una storia curiosa.

La nascita di uno standard

Lo standard Bluetooth venne progettato con l’obiettivo di:

  • ottenere bassi consumi
  • un corto raggio d’azione
  • un basso costo di produzione per i dispositivi compatibili

La specifica è stata sviluppata dalla Ericsson e in seguito formalizzata dalla Bluetooth Special Interest Group (SIG), un’associazione formata da Ericsson, Sony, IBM, Intel, Toshiba, Nokia e altre società che si sono aggiunte come associate o come membri aggiunti. Il primo modello di cellulare con la tecnologia Bluetooth è stato di fatti un Ericsson e ogni marchio all’interno della associazione ha poi sviluppato prodotti diversi sfruttando questa nuova tecnologia, a seconda delle proprie esigenze e linee aziendali.

La storia di un logo

Il nome Bluetooth si ispira a un re danese, Harald Blåtand (Harold Bluetooth in inglese) che unì gli scandinavi introducendo nella regione il cristianesimo. Gli inventori di questa tecnologia hanno ritenuto che fosse un nome adatto per un protocollo capace di mettere in comunicazione dispositivi diversi, così come fece il re scandinavo con la religione dei popoli della penisola.

Il logo della tecnologia nasce dall’unione di due rune nordiche corrispondenti alla H e alla B, Runic letter ior.svg e Runic letter berkanan.svg , iniziali del re danese, probabile anche protagonista di un bestseller svedese ispirato a questa storia vichinga.

Usi attuali del Bluetooth

Dove e come utilizziamo oggi questo standard? Un po’ dappertutto!

Telefoni, smartphone, automobili, dispositivi elettronici, elettrodomestici, fotocamere, cuffie auricolari wireless. L’assenza dei fili come simbolo di connessione ha invaso praticamente ogni frangente della nostra vita e delle nostre abitudini tecnologiche.

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