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Elogio della bicicletta, ma non di Google Maps

18 Ottobre 2019

Autore:

Elogio della bicicletta, ma non di Google Maps

Caro Google Maps,

sei uno strumento davvero fantastico.
Lo dico seriamente eh, non sono sarcastica.

Non saprei come fare senza di te quando devo prendere l’autostrada – che sia verso Brescia per lavoro o verso Rimini per tornare alle terre natie – e non ho ancora imparato che strada devo fare per raggiungere la tangenziale. E ti ringrazio perché il venerdì sera, quando alle orde di pendolari quotidiani si aggiungono quelli della settimana, è salvifico sapere qual è il percorso più veloce.

Non saprei come fare senza di te quando l’ora della pausa pranzo deve bastarmi per mangiare e correre in bici a/r a vedere un appartamento che non so bene dove sia. So solo che è un trilocale luminoso piano alto, che ha del potenziale e che guardando Street View la facciata sembra sia già stata rifatta.

Non saprei come fare senza di te quando ho la gomma a terra e, non avendo con me la mini pompa, devo urgentemente trovare un ciclista nelle vicinanze se voglio tornare a casa in tempo per vedere la Gruber. E poi grazie per aver introdotto Live View, ché mi basta dare un’occhiata allo schermo per capire se sto andando nella direzione giusta invece di fare la rabdomante per trovare il puntatore dello smartphone.

A tutto questo si aggiunge che sei gratuito. Fantastico non c’è che dire, ma c’è un aspetto su cui secondo me puoi migliorare: l’integrazione della bicicletta tra i mezzi di trasporto che consideri per fornire agli utenti i tuoi consigli.

È sicuramente da apprezzare che con gli ultimi aggiornamenti, da cui l’Italia per il momento è esclusa, segnalerai il servizio di bike sharing e ride sharing integrandoli nelle indicazioni di spostamento, ma non c’è ancora una concreta considerazione per chi li usa abitualmente.
Eppure la bicicletta è il mezzo più termodinamicamente efficiente che c’è.

In un momento storico in cui, anche obtorto collo, il risparmio energetico e la sostenibilità dei consumi stanno prepotentemente guadagnando posizione nell’agenda dei paesi – e dei brand – più sviluppati e competitivi, non dare impulso all’uso di questo [fantastico] mezzo di trasporto mi sembra una mancanza tutt’altro che lieve. Fosse anche solo per opportunistiche strategie di comunicazione e marketing.

In assenza di suggerimenti specifici per la bici come ci si arrangia, dunque, caro Google?

Io personalmente faccio così: prima visualizzo il percorso cercando di memorizzarlo e immedesimandomi un po’ in un’automobile un po’ in un pedone, poi parto in velocità. Solo che qualche centinaio di metri dopo finisce che devo fermarmi per ripassare il percorso o addirittura crearne uno nuovo, perché nel frattempo l’ebbrezza di poter autodeterminare il mio movimento mi ha preso la mano e ho deviato dalla traiettoria che mi avevi suggerito.
Insomma, finisce che mi alterno tra l’essere auto, con il lusso (e il pericolo) di qualche contromano, e  l’essere pedone, con il superpotere della velocità e la responsabilità di non intralciare la strada di chi pedone lo è a tutti gli effetti. Mi arrangio.

Oltre a rischiare la vita tutti i giorni (Milano è l’antitesi della città bike friendly), mentre tu Google testi in altre parti del mondo l’integrazione della bici tra i tuoi suggerimenti di spostamento, inganno l’attesa scaricando altre applicazioni.

Per il momento sto testando Bikemap per iOS.
Mi sembra abbia quello che serve, soprattutto una cosa: non è pensata solo per chi fa della bicicletta la missione di sfinenti weekend fuori porta (a cui è dedicata la versione premium), ma anche per chi come me usa la bici in modo laico, cioè per spostarsi dal punto A al punto B cercando di ridurre al minimo pericoli e imprevisti.

I percorsi suggeriti sono user generated content, cioè registrati dagli utenti stessi e messi a disposizione della comunità.

Sull’Apple Store la app ha ricevuto fino ad  oggi 203 valutazioni con un punteggio di 4,5 su 5.
Su Google Play 4.945 utenti hanno lasciato la recensione e il punteggio totalizzato è di 3,9 su 5.
In entrambi gli store alle osservazioni e critiche degli utenti il team di sviluppo ha risposto sempre con rara cortesia e pazienza. Una buona ragione per scaricarla.

Ecco le principali caratteristiche:
• Naviga da A a B con fermate nel mezzo
• Navigazione vocale intelligente – online e offline
• Esplora oltre 4 milioni di piste ciclabili in oltre 100 paesi
• Traccia le tue corse con il tuo iPhone, iPad o Apple Watch (supporto GPX e KML incluso)
• Trova i PDI della tua zona direttamente sulla mappa (servizi igienici, noleggio biciclette, ecc)
• Accedi ai percorsi mtb di oltre 2 milioni di utenti

Agli amanti del genere mbt, per la modica cifra di 29,99 euro all’anno, sono riservati:
• Percorsi e navigazione offline: Salva tutti i percorsi mtb e le mappe offline (Premium).
• Una varietà di stili di mappa: Modalità base, 3D, OpenCycleMap, OpenStreetMap e notturna (Premium).
• Ottimizzazione dei percorsi per mountain bike e bici da corsa (Premium).

Per chi ancora, come Google, non dà alla bicicletta la considerazione che merita, riporto uno stralcio del libro Elogio della bicicletta, scritto dal filosofo Ivan Illich e pubblicato da Bollati Boringhieri nel lontano 2006, che ben sintetizza l’inedita concentrazione di meriti presenti in questo mezzo:

le biciclette permettono di spostarsi più velocemente senza assorbire quantità significative di spazio, energia o tempo scarseggianti. Si può impiegare meno tempo a chilometro e tuttavia percorrere più chilometri ogni anno. Si possono godere i vantaggi delle conquiste tecnologiche senza porre indebite ipoteche sopra gli orari, l’energia e lo spazio altrui. Si diventa padroni dei propri movimenti senza impedire quelli dei propri simili.

Buona corsa!

Un commento
  1. Astrid

    Thank you for writing about us. We are very happy to hear that you enjoy navigating with Bikemap! Best wishes from Vienna & Happy Cycling 💙

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