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Lo smart working ai tempi del Covid19

16 Marzo 2020

Lo smart working ai tempi del Covid19

Smartworking: una parola che per molti è stata un sogno, una speranza, un desiderio, quello di lavorare da casa. Fino al 24 Febbraio.

Il 24 febbraio per molte realtà della Lombardia è diventata realtà, forzata, senza possibilità di scelta, senza se, senza ma. E poche settimane dopo, tutta Italia ha seguito l’esempio di Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Il Governo stesso suggerisce prima, invita poi con sempre più enfasi, le aziende ad attivare la modalità di lavoro agile per la durata dello stato di emergenza.

Vocaboli come lavoro agile, smartworking o smart working che ci sembravano lontani e astratti, diventano parole di uso comune: al punto di dominare le ricerche di Google; a proposito l’espressione più cercata è smart working, come si vede dai dati di Google Trends degli ultimi 30 giorni.

Ricerca Google Trend Smart Working

Nel grafico qui sopra il blu è smartworking, il rosso indica la parola smart working, il giallo, lavoro agile.

L’interesse verso questo argomento segue, si intreccia e supera anche le ricerche su covid19 e covid-19.

Smart working e covid19 trend di ricerche

La ricerca e l’interesse per lo smart working, di cui abbiamo parlato anche in un precedente articolo, è stata la base per capire in dettaglio come lavorare al meglio da casa tra soluzioni in cloud, soluzioni di videoconferenza e strumenti di lavoro condiviso.

Dopo la comprensione arriva l’applicazione e, l’utilizzo massivo di tutte queste applicazioni ha fatto registrare al Mix (Milano Internet Exchange), un nuovo record: infatti il Mix ha annunciato che l’11 marzo ha superato il picco di traffico di 1,1 TB, non era mai successo prima.

E’ vero sappiamo anche che a casa con i genitori che lavorano ci sono i figli, e parte di questo incremento è dovuto anche a videogiochi come Fortnite e Call of Duty, che dominano il traffico ad esempio sulle reti Tim, che hanno visto un incremento della banda superiore al 70%.

Anche Luca Spada, Presidente e Amministratore delegato presso EOLO, su Facebook il 13 marzo ha scritto:

+50% traffico Internet da martedì.
E’ un mezzo miracolo che la rete in Italia stia reggendo ad un aumento così massiccio e repentino del traffico.
Mentre gli operatori cercano di ampliare ove possibile le infrastrutture (non è facile fra carenza materiale e blocchi vari) vi invito a fare un utilizzo oculato della rete: evitate aggiornamenti di sistemi operativi, videogiochi, grossi download di giorno ma programmateli di notte dopo le 24:00.

Dati rete internet marzo 2020

Roberto Beneducci in un post su Linkedin, parla di come l’IT sia il driver di cambiamento di queste settimane e scrive che “I distributori di hardware hanno finito o stanno finendo laptop!” e “Le aziende, gli enti pubblici, le scuole e i professionisti stanno facendo di tutto per continuare a lavorare.”

Cloudflare nostro partner per i servizi di CDN ci ha mandato una mail contenente questo testo:

Stiamo monitorando i modelli di utilizzo di Internet a livello globale. Poiché sempre più persone lavorano da casa, il picco del traffico nelle regioni colpite è aumentato, in media, di circa il 10%. In Italia, che ha imposto una quarantena nazionale, il picco del traffico Internet è aumentato del 30%.

La rete internet tiene, ma soprattutto la nostra rete, i nostri servizi e soluzioni funzionano al 100%.

Quali evidenze nello specifico abbiamo rilevato come DGLine?

I siti dei nostri clienti stanno avendo picchi di traffico con punte del 42%, sia per i siti di news e informazioni come Radiobruno.it, sia per i siti e-commerce di librerie ed editori che in questo periodo diventano la soluzione più utilizzata per fare acquisti.

Come abbiamo scritto nella nostra newsletter a tutti i nostri clienti, le distanze non ci spaventano: anche noi restiamo a casa. Siamo operativi al 100%.

Le nostre attività non si fermano e, nonostante la situazione, assicuriamo assistenza, sviluppo e consulenza su tutti i progetti in corso e quelli che stanno per partire, perchè noi siamo #produttividacasa.

Davide Giansoldati

Photo by Émile Perron on Unsplash

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